articolo riguardante i disturbi specifici di apprendimento e le linee guida di recente stesura
I DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO: LE RICADUTE SULLA PRATICA CLINICA LOGOPEDICA.
I Disturbi Evolutivi Specifici dell’Apprendimento riguardano il 6% circa della popolazione italiana e per la prima volta, nel nostro paese, questo tema è stato affrontato congiuntamente dalle principali associazioni e società scientifiche competenti nella Consensus Conference.
Nel corso di essa è stato promosso il confronto scientifico e lo scambio di esperienze al fine di giungere alla stesura di linee guida comuni e condivise per l’individuazione precoce degli indicatori di rischio, la diagnosi, il trattamento riabilitativo e gli interventi compensativi necessari.
Le Linee Guida tendono, potenzialmente, a garantire efficacia ed Appropriatezza nella gestione delle situazioni cliniche, contribuiscono a risolvere il problema della variabilità del comportamento dei clinici, mantengono costante l’aggiornamento e l’informazione dei professionisti e dei cittadini/utenti.
La Federazione Logopedisti ha partecipato ai lavori della Consensus Conference sui Disturbi Specifici di Apprendimento la cui prima fase si è conclusa con la presentazione alla stampa il 26 gennaio scorso a Milano di un documento condiviso con le associazioni più rappresentative in ambito clinico.
Il lavoro svolto dalle varie commissioni della Federazione fa parte di un più generale orientamento del mondo della salute verso un importante cambiamento culturale ed organizzativo atto a rispondere alle esigenze decisionali che sono prese nella pratica clinica.
Obiettivo di questo cambiamento è quello di identificare gli assetti organizzativi più funzionali al miglioramento della qualità, definendo i comportamenti più appropriati tenendo come punto di riferimento le informazioni scientifiche per le decisioni cliniche (la migliore pratica).
Per far ciò è indispensabile essere in grado di elaborare percorsi diagnostico – terapeutici e protocolli di valutativo- riabilitativi condivisi e verificabili:
“funzionali all’obiettivo di fornire raccomandazioni per la pratica clinica che siano valide dal punto di vista scientifico, cioè riflettano in modo accurato le conoscenze disponibili sull’efficacia e l’appropriatezza degli interventi sanitari”.
In sintesi, le Linee Guida nascono per rispondere a un obiettivo fondamentale: assicurare il massimo grado d’appropriatezza degli interventi riducendo al minimo quella parte di variabilità nelle decisioni cliniche legate alla carenza di conoscenza e alla soggettività nella definizione delle strategie assistenziali.I quesiti fondamentali cui delle Linee Guida devono rispondere e gli obiettivi che si devono porre sono:
Prevalenza della patologia e suo costo sociale
Gravità della condizione
E’ sotto gli occhi di tutti di come i Disturbi Specifici di Apprendimento –DSA- in questi ultimi anni costituiscano una delle patologie in età evolutiva emergenti per incidenza, costo sociale e ricadute per il bambino, per il sistema famigliare e per il sistema scolastico che spesso non sanno riconoscere correttamente questo disturbo e ancor più frequentemente si trova in grave difficoltà nell’ affrontarlo.
Variabilità della prassi clinica
Anche in questo caso sappiamo bene quante diverse metodologie e strategie di lavoro siano utilizzate nel trattamento, talvolta non giustificate e supportate da una rigorosità ed un approccio scientifico al problema.
Si apre, pertanto, un nuovo problema etico: se da un lato il professionista sanitario ha diritto di utilizzare, secondo coscienza, le prassi cliniche che ritiene più utili nell’affrontare uno specifico caso clinico, dall’altro ha il dovere di essere costantemente aggiornato su quanto la comunità scientifica offre in termini di conoscenza e a sua volta di partecipare ad incrementare questo patrimonio.
Per fare questo però c’è la necessità di attenersi a protocolli diagnostici e terapeutici condivisi e/o condivisibili, che consentano di effettuare una misura delle condizioni di ingresso e in uscita dal percorso riabilitativo.
Capacità potenziale delle Linee Guida di migliorare l’assistenza ed i suoi costi
La possibilità di misurare l’efficienza e l’efficacia di un percorso diagnostico e riabilitativo consente di migliorare la scelta, da parte del professionista sanitario, dell’iter terapeutico migliore in quel particolare caso clinico, aumentando di fatto la “resa” dell’intervento, diminuendo la possibilità di errore, il tempo e i costi di assistenza.
L’aver prodotto un documento condiviso dalla comunità scientifica nei vari passaggi dell’iter diagnostico, cioè dalla valutazione al trattamento, rappresenta uno strumento fondamentale di orientamento nella pratica clinica. Questo significa che è responsabilità di ogni logopedista tradurre in concreto le indicazioni date dal documento modificando eventualmente il proprio operato.
E’ importante evidenziare come, a seconda dell’area affrontata, all’interno del documento della Consensus, (Definizione, criteri diagnostici ed eziologia, procedura e strumenti dell’indagine diagnostica, segni precoci, corso evolutivo e prognosi, trattamento riabilitativo, interventi compensativi) il clinico possa trovare risposte che possono variare nel grado di direttiva.
Per esempio, se la definizione e i criteri diagnostici possono limitare l’incertezza in ambito clinico, in particolare l’area relativa al trattamento, lascia ancora molte domande aperte, evidenziando la difficoltà a tutt’oggi di definire all’interno dei vari protocolli di intervento il più efficiente ed efficace.
Tuttavia, per quanto riguarda un argomento così incerto, la Consensus ha individuato delle raccomandazione fondamentali, come la precocità del trattamento e la definizione del progetto e del programma riabilitativo individuando l’operatore sanitario come unico professionista accreditato nella presa in carico riabilitativa dei DSA:
“ Si definisce trattamento l’insieme delle azioni dirette ad aumentare l’efficienza di un processo alterato. E’ gestito da un professionista sanitario, ha caratteristiche di specificità sia per gli obiettivi a cui si indirizza, sia per le caratteristiche metodologiche e le modalità di erogazione”.
Altro aspetto del documento molto rilevante consiste nell’aver definito delle procedure di screening in ambito preventivo definendo tempi e modalità degli interventi :
“ Gli screening andrebbero condotti all’inizio dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia con l’obiettivo di realizzare attività didattiche-pedagogiche mirate”.
Inoltre, vengono individuati indicatori di rischio alla fine del primo anno della scuola primaria (difficoltà nell’associazione grafema-fonema e/o fonema-grafema; mancato raggiungimento del controllo sillabico in lettura e scrittura; eccessiva lentezza nella lettura e scrittura; incapacità a produrre le lettere in stampato maiuscolo in modo riconoscibile), che saranno in grado di aiutare non solo il professionista sanitario, ma anche gli operatori scolastici nell’individuazione di possibili individui a rischio di patologie dell’apprendimento, consentendo una segnalazione precoce a servizi territoriali, definendo anche le procedure di base da adottare nella segnalazione.
In conclusione, nella pratica clinica aver individuato, con ampio consenso, tali indicatori rappresenta un maggiore sostegno nelle attività di riabilitazione, in particolare per il logopedista, che è l’operatore finora maggiormente coinvolto nel trattamento dei DSA. Sostegno inteso, non solo, come possibilità di condivisione da parte della comunità scientifica degli iter diagnostico terapeutici, ma anche e soprattutto come “diritto-dovere” alla conoscenza di questi, anche in caso di contestazione da parte dell’utente, il quale dovrà essere esplicitamente informato sul progetto e sul programma riabilitativo che il professionista ha scelto di seguire.
La Commissione FLI ha ottenuto che venissero esplicitate e messe in evidenza all’interno del documento le definizioni di presa in carico, progetto e programma riabilitativo:
“La gestione dei DSA, necessita di una presa in carico. All’interno di questa viene attuato il progetto riabilitativo. Ogni passo di questo progetto si compie secondo modalità di relazione tra professionisti della salute e famiglia guidate da principi di chiarezza, trasparenza e coinvolgimento.”
“All’interno del progetto riabilitativo, il programma riabilitativo definisce le aree di intervento specifiche, gli obiettivi, i tempi e le modalità di erogazione degli interventi, gli operatori coinvolti e la verifica degli interventi, in particolare: definisce le modalità della presa in carico da parte della struttura riabilitativa; definisce gli interventi specifici durante il periodo di presa in carico; individua ed include gli obiettivi da raggiungere previsti nel programma e li aggiorna nel tempo; definisce modalità e tempi di erogazione delle singole prestazioni previste negli stessi interventi; e) definisce le misure di esito appropriate per la valutazione degli interventi, l’esito atteso in base a tali misure ed il tempo di verifica del raggiungimento di un dato esito; individua i singoli operatori coinvolti negli interventi e ne definisce il relativo impegno, nel rispetto delle relative responsabilità professionali; viene puntualmente verificato ed aggiornato periodicamente durante il periodo di presa in carico; costituisce un elemento di verifica del progetto riabilitativo.”
I lavori della Consensus rappresentano un passo fondamentale nell’approccio multidisciplinare dell’intervento nell’ambito dei DSA.
È necessario, quindi, continuare ad impegnarsi nell’opera di trasformazione culturale della Riabilitazione, a tutela dell’agire professionale del logopedista e ancor prima a tutela del livello di assistenza offerto alla “persona”.
Log. Ferracuti Francesca



